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Quanto conta la testa nella prestazione sportiva

Come usare il nostro sistema mente-corpo nella prestazione sportiva


Del 16 Dicembre 2020

Categoria Sport coaching

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Scritto da Coaching You

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Come usare il nostro sistema mente-corpo per entrare in uno stato mentale ed emotivo che ci permetta di compiere al meglio la nostra prestazione sportiva, sia che siamo atleti di professione, sia che siamo grandi appassionati di una specifica disciplina.

Intro

Nella maggioranza degli sport, sia individuali che collettivi, si dà grande importanza (come è giusto che sia) all’aspetto tecnico e all’aspetto tattico dell’attività.
Ma nella sfera individuale della persona esiste anche un’altra componente molto importante per prepararsi a una buona prestazione sportiva: l’aspetto psicologico, chiamato anche mentale o psico-emotivo.

Questa parte viene talvolta “dimenticata” e torna in mente quando le cose cominciano a non andare come vorremmo, quando non si riesce più a fornire prestazioni sportive che erano invece naturali e costanti per una stessa persona.
All’opposto, a volte questa parte psicologica viene esasperata, portando le persone a ottenere il medesimo risultato negativo: gli atleti non riescono più ad avere prestazioni sportive che prima risultavano con naturalezza e continuità.

In entrambi i casi, il sistema naturale dell’individuo, che è stato allenato e abituato per molto tempo a compiere determinati gesti e a vivere determinate situazioni, non risponde più in modo efficace ed efficiente alla prestazione.

Cosa succede all’interno dell’atleta? Cosa può avvenire nella sua testa? Cosa blocca la sua sintonia con il proprio corpo? Quali sono invece le leve che può usare per ribaltare la situazione a suo vantaggio? In che modo può entrare in uno stato che lo supporti per ottenere buoni risultati con naturalezza? Quali sono i livelli di relazione tra interno ed esterno?

Si dice che un atleta venga valutato sulla sua capacità di attivarsi completamente nel momento della prestazione sportiva. Iniziamo a fare chiarezza su come questo processo di “attivazione” avviene, focalizzandoci su alcuni punti che possono aiutare ad addentrarsi meglio nel nostro fantastico mondo interiore.

Abilità mentali importanti nella prestazione sportiva

In questo paragrafo parleremo di:

  • goal setting
  • controllo focus
  • gestione stato emotivo
  • gestione dell’arousal, modulazione di pensieri e immagini mentali

Goal setting

Tra le principali abilità che rientrano nel campo mentale, la prima che osserviamo è quella del goal setting, che tradotto è semplicemente l’impostazione degli obiettivi.

Ogni atleta, professionista o no, è bene che abbia degli obiettivi specifici per la sua prestazione sportiva e quindi per la sua stagione sportiva.
Il classico programma per settare gli obiettivi in modo efficace comprende diversi parametri. Per essere “buono” un obiettivo sportivo deve essere:

  • realistico,
  • misurabile,
  • formulato positivamente,
  • definito in termini temporali,
  • orientato al rendimento.

Per semplificare, proviamo a immaginare un giocatore di calcio che abbia come obiettivo individuale quello di realizzare un certo numero di gol, oppure un difensore che voglia essere un riferimento per costruire la manovra. Questi obiettivi li impegneranno tutto l’anno e saranno inevitabilmente influenzati dalle singole prestazioni sportive, partita dopo partita. Inoltre potranno servire da monito per il giocatore durante le sedute di allenamento e ovviamente dopo le sue prestazioni sportive.

Questo perché gli obiettivi mentali, così come quelli tecnici e tattici, possono essere a breve-medio-lungo periodo.

Focus mentale

Altro fattore decisivo, è il controllo del focus mentale, ovvero la capacità di indirizzare l’attenzione su un certo bersaglio. Questo strumento a disposizione dell’atleta è molto importante sia prima della prestazione sportiva, sia durante, sia dopo. È determinante rispetto alla capacità di entrare in uno stato emotivo che permetta di giocare in un certo modo (sicuro, centrato, solido, attento), ma anche per mantenere o recuperare lo stato durante la gara. Aiuta inoltre a distaccarsi dal risultato nel modo più sano possibile dopo la prestazione sportiva. L’energia scorre dove si dirige l’attenzione. Ed effettivamente basta provare per capire la verità di questa frase.

Nella gestione dello stato emotivo è chiaro che si gioca una gran fetta della preparazione mentale.

Gestione dell’arousal

Entra in gioco ora un altro aspetto fondamentale per la prestazione sportiva: la gestione dell’arousal.
L’arousal è la condizione di energia e prontezza generalizzata che rende capaci di percepire, analizzare e rispondere efficacemente agli stimoli esterni ed interni.

Fattori che influenzano l’arousal sono:

  • l’utilizzo della fisiologia,
  • la respirazione,
  • il dialogo interno.

Nel dialogo interno vengono coinvolte sia l’utilizzo delle immagini mentali a proprio favore, sia la modulazione dei pensieri tramite un linguaggio costruttivo. A questo scopo, molto spesso si usano tecniche di visualizzazione che aiutino l’atleta a pre-vedere le azioni che compirà durante la prestazione sportiva. Queste tecniche vengono talvolta applicate anche per generare una condizione mentale ed emotiva più motivata.

Tutto ciò è sicuramente molto efficace, ma se l’atleta sa già compiere naturalmente gesti tecnici che gli appartengono da molto tempo, nella mia esperienza di coach ho riscontrato che ancora più utile può essere aiutarlo a entrare in uno stato neutro.

Lo stato neutro permette all’atleta di esprimersi in modo naturale, di avviare quel flusso dove tutto sembra avvenire quasi “magicamente” dentro e fuori di lui. È uno stato nel quale l’atleta porta la sua concentrazione in modo attento e rilassato solo su ciò che deve compiere. E non serve più nemmeno modulare il pensiero.

Variabili mentali ed emotive nella prestazione sportiva

Una volta stabiliti gli obiettivi e comprese le abilità mentali che possono essere di aiuto e di supporto, è bene prestare attenzione alle variabili psicologiche ed emotive che un atleta può trovarsi ad affrontare.

Tra queste troviamo:

  • gli obiettivi dell’allenatore nei confronti dell’atleta,
  • il feedback della squadra o dello staff,
  • le aspettative che l’ambiente in cui vive lo sportivo vengono messe più o meno in evidenza.

Tutto questo influisce sulla prestazione sportiva.
La mancanza di fiducia, di comunicazione, di serenità, le critiche, l’assenza dei rendimenti che si volevano raggiungere a inizio stagione: sono tutti elementi da tenere in grande considerazione.
Questi fattori infatti si legano strettamente alla vita di qualsiasi atleta, che se non è in grado di gestire le “pressioni” alle quali viene sottoposto, rischia di vanificare i risultati anche di un duro lavoro fisico, tecnico e tattico.

Le strategie elencate precedentemente possono diventare alleate anche in questi casi, perché ci danno la possibilità di gestirci in autonomia anche nel mezzo di situazioni impreviste. Partire già conoscendo una parte di variabili alle quali si può andare incontro, è un bel vantaggio per non trovarsi spiazzati e impreparati durante la prestazione sportiva.

Contesti relazionali dello sportivo o dell’atleta che influiscono sulla prestazione sportiva

Attorno all’atleta vivono altre persone, esistono molti contesti. Sono i cosiddetti ambienti, che giocano un ruolo rilevante. Ion particolare vediamo:

  • il sistema famiglia
  • il sistema società sportiva.

Il sistema famiglia è costituito da figure (padre, madre, fratelli, sorelle, figli ed altre figure affettivamente significative) con cui gli atleti entrano in contatto fuori dal campo e che contribuiranno a creare quell’ambiente intimo che può dare loro una marcia in più. Avere persone nella propria cerchia più ristretta che danno una mano nei momenti peggiori (sconfitte), permette di recuperare prima le energie, ricaricarsi e ripartire. Cosi come permette di condividere i momenti più belli (vittorie) e amplificare queste emozioni positive.

Il sistema “società sportiva”, che comprende allenatore, staff, tifosi, stampa e altri operatori, è un altro ambiente da considerare, perché rappresenta il contesto dove gli atleti trascorreranno molte ore della loro attività. Anche in questo caso, imparare a gestire il proprio approccio mentale e le proprie emozioni, può voler dire gestire meglio le relazioni in questo ambiente.

“Mi affascinano le storie delle persone, da ascoltare come spunto per crescere e per sbalordirsi. Penso che si possa imparare molto, semplicemente ascoltando e osservando. Una sorta di arricchimento continuo, una magia che si rinnova grazie alle risorse che le persone hanno a loro disposizione.”

Fabio Bonacina

Conclusioni

L’atleta, il giocatore, lo sportivo, al giorno d’oggi ha bisogno di allenare anche tutti i propri aspetti mentali ed emotivi.

Il rendimento della prestazione sportiva è condizionata dalla consapevolezza delle risorse a propria disposizione, dall’utilizzo di queste risorse, dalla gestione dei vari sistemi, dalla conoscenza di sé stessi. Ricordandosi che l’atleta è in primis una persona e che da questo presupposto bisognerebbe partire per aiutarlo a esprimere prestazioni sportive che fanno già parte della sua natura.

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