Il silenzio nella coppia: una forma di comunicazione che può creare disagio
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Il silenzio nella coppia: una forma di comunicazione che può creare disagio

Interpretare il silenzio, acquisire gli strumenti per gestirlo e avere una vita di coppia più serena


Del 22 Novembre 2020

Categoria Relazioni di coppia

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Scritto da Silvia Pizzetti

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Intro

A quasi tutte le coppie, di qualsiasi composizione esse siano fatte, capita di vivere momenti di silenzio. Non mi riferisco ad attimi, così come non mi riferisco ai lunghi silenzi che denotano un serio problema di coppia, quelli per i quali può essere necessario un intervento terapeutico e psicologico.

Quando ci troviamo di fronte al silenzio del partner, ci sentiamo in difficoltà e proviamo spesso emozioni negative. Nella nostra mente affiorano tante domande: “Cosa c’è che non va?”, “Cosa significa questa assenza di dialogo?”, “Dove ho sbagliato?”, “Come ne verremo fuori?”.

Queste domande, con tutto il carico emotivo che portano con loro, sono comprensibili.

Ma qual è il significato che diamo al silenzio del nostro partner? E noi come lo usiamo a nostra volta? Quali sono i possibili scopi del silenzio?

Quando il silenzio si presenta va accolto, interpretato e gestito. Farlo può portare a un grande risultato: vivere una relazione di coppia più soddisfacente.

Scene silenziose – cosa significano nella coppia

Anche se la prima cosa che ci viene in mente è che comunichiamo con le parole, il silenzio è comunicazione, invia messaggi. Dentro di noi lo sappiamo, fosse solo perché tante volte ci porta a farci domande.

Prendiamo degli esempi concreti. Vediamo una coppia al ristorante che cena in silenzio. Vediamo una persona che torna a casa dal lavoro e che non parla con il partner. Conosciamo una coppia consolidata che parla poco. Conosciamo due persone che dopo un litigio non si rivolgono la parola per un po’. Vediamo una persona che racconta qualcosa al partner e questo tace. Vediamo una persona silenziosa e l’altra che la bombarda di domande.

Sono situazioni tutte caratterizzate dal silenzio. Ma il silenzio ha lo stesso significato? Non siamo dotati della lettura del pensiero, però immagino che tutt* pensiamo che ci possano essere delle differenze.

Quindi, quando ci troviamo ad affrontare il silenzio, la prima cosa da fare è capirne il significato. Solo allora possiamo decidere cosa fare e se cercare di romperlo o meno.

Il ruolo del silenzio nella gestione dello stress

Nel 1992, John Gray scrisse un libro, tutt’ora attuale, dal titolo “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere”.

La premessa doverosa, ai giorni nostri, è che la casistica presa in considerazione nel libro è solo una delle tante che si possono presentare e analizzare. Le coppie di certo non sono fatte sempre di un uomo e una donna, lo sappiamo bene! Possono essere composte da persone di ogni genere, di ogni orientamento sessuale e di ogni sesso.
Ed è una cosa meravigliosa.
Quindi ci terrei a sottolineare che si tratta di uno dei tanti esempi possibili per approfondire cosa può voler dire un silenzio per persone diverse tra loro.

Il libro, (consigliatissimo se non lo avete letto), usa questa metafora per spiegare le differenze che ci sono tra uomini e donne e che spesso creano incomprensioni nella coppia. Tra le differenze trattate, troviamo come i due sessi gestiscono lo stress. A questo riguardo, entra in gioco anche il silenzio.

L’uomo (in questo caso, ripetiamo, si prende in considerazione per puro esempio l’uomo cisgender ed eterosessuale), quando si trova ad affrontare un periodo di stress, spesso tende infatti a rinchiudersi, a ripiegarsi su sé stesso. Diventa silenzioso. Esce dalla sua “caverna”, come narra il libro, quando ha esaminato il problema che lo affligge e ha trovato la soluzione. Magari ricorre anche alla distrazione dedicandosi ad altro, ma difficilmente coinvolge la sua compagna. È poco propenso a condividere le sue preoccupazioni.

La donna (sempre, per esempio del libro, cisgender ed eterosessuale) soffre questo silenzio. Vorrebbe che l’uomo le spiegasse cosa lo affligge, vorrebbe dargli sollievo. Ma lui non l’accontenta.

La donna viceversa, quando è stressata, tende a parlare, a esprimere il suo disagio, a condividerlo. Quello che cerca è semplicemente ascolto. Questo la aiuta a fare ordine nelle sue emozioni e a tranquillizzarsi.

L’uomo fatica ad ascoltarla in silenzio, a darle la libertà di sfogarsi, perché pensa che lei gli stia chiedendo aiuto per risolvere il problema. Tende quindi ad attivarsi subito, a consigliarle il da farsi. E lei non si sente sollevata. Voleva solo essere ascoltata, con attenzione e partecipazione.

È utile tenere presente tutto questo. È una chiave di lettura del silenzio in periodi di stress che può favorire una migliore comprensione dell’altro e l’assunzione di comportamenti che migliorano il clima della coppia.

Come detto, capire i significati del silenzio e il suo utilizzo è importante: è la premessa di una libertà di scelta.

Cosa comunica il silenzio nella coppia

Oltre a essere un possibile indicatore di stress (nell’uomo) o soddisfare il bisogno di ascolto quando si è sotto stress (nella donna), i significati del silenzio in una coppia sono molteplici e non sono necessariamente negativi.

C’è chi dice che ci preoccupiamo più dei significati dei silenzi che di quelli delle parole. Forse vi ritroverete in quest’affermazione, forse no. A me a volte capita.

Prima di entrare in allarme e magari iniziare a parlare a raffica pur di riempire il silenzio, guardiamo il nostro partner cercando di cogliere più dettagli possibili. Le domande che seguono sono spunti che a me sono utili, ma sicuramente potrete trovarne di ulteriori che fanno al caso vostro:

  • cosa fa?
  • qual è la sua espressione?
  • con che tono di voce risponde a una nostra domanda?
  • in che ambiente della casa si ferma? Lontano o vicino a noi?
  • parla con qualcun altro? Come?
  • fa qualcosa per noi anche se in silenzio?

Impariamo a diventare degli osservatori e delle osservatrici migliori. E pensiamo anche ai nostri, di silenzi, alle situazioni in cui noi li adottiamo. A volte usiamo il silenzio con finalità diverse da quelle del nostro partner, ma in parte sono sicuramente sovrapponibili, anche se le motivazioni che ci portano a usarlo sono differenti perché siamo esseri unici con sensibilità uniche.. Riflettere sui nostri silenzi è un utilissimo esercizio per addentrarci in questo terreno con maggiori consapevolezze.

Torniamo al partner. Può succedere che arrivi a casa da lavoro con un’espressione stanca, si metta sul divano davanti alla TV o a leggere il giornale. Col silenzio, probabilmente ci sta dicendo semplicemente che ha bisogno di ricaricare le pile. Per essere più presente dopo un po’.

O potrebbe aver vissuto una piccola esperienza negativa che non ha a che fare con noi, e che stare in silenzio sia il suo modo per smaltire le emozioni che sta provando, per poi interagire con noi in modo migliore.

O, magari, siamo noi ad aver detto qualcosa di importante e piacevolmente sorprendente e non ci risponde, perché sta assimilando quanto abbiamo detto per manifestarci la sua gioia in un momento successivo.

O, ancora, si siede vicino a noi e non parla, perché sta profondamente bene in nostra compagnia e vuole godere questo momento sino in fondo. Magari lo possiamo capire da un sorriso appena accennato.

Questi sono esempi in cui il silenzio ha una funzione positiva. Impariamo a cogliere il valore del silenzio. Abbiamo tutti bisogno sia di suoni, sia di silenzi.

Poi ci sono i silenzi negativi. In genere hanno come comune denominatore una qualche forma di conflitto.

Può capitare che si sia reduci di un litigio e che il nostro partner si chiuda nel silenzio. In questo caso il silenzio probabilmente nasconde della rabbia o un profondo senso di frustrazione, tristezza o rifiuto.

In altri casi può usarlo come una forma di punizione. Magari non capiamo nemmeno cosa sia successo, ma il messaggio che riceviamo è “ti ignoro, per me sei trasparente, non esisti”.

Si possono creare anche delle situazioni di disaccordo non dichiarate che portano entrambi i partner a innalzare il muro del silenzio, creando un danno (provvisorio, si spera!) alla coppia.

C’è poi anche il silenzio potenzialmente pericoloso, quello che subentra in coppie che vivono insieme da lungo tempo. Se a volte stare insieme in silenzio può indicare uno stato di profondo benessere, a volte può indicare la sensazione sgradevole che non si abbia più nulla da dirsi. Se abbiamo questa sensazione …attenzione!

Una volta che avremo imparato a decodificare i vari significati del silenzio, allora possiamo cercare le soluzioni a quelli negativi.

Ma a una condizione: dobbiamo conoscere bene noi stess*, capire come funzioniamo noi, prima di tutto. Quando lo capiamo, sviluppiamo una maggiore abilità a comprendere chi ci sta accanto. Il che non vuol dire piegarsi. Significa dare rispetto, mantenendo la nostra libertà di scelta.

Mi piace condividere e affiancare le persone nella loro crescita personale. Affinché rendano omaggio ai propri talenti e diversità, ne scoprano il profondo valore. Perché si liberino dai pesi indesiderati e si sentano più protagoniste della della propria vita.

Silvia Pizzetti

L’identità di coppia, l’identità personale e la relazione col silenzio negativo

Una coppia è un’unione di due individui unici, con le proprie caratteristiche. Da questa unione nasce qualcosa di nuovo, che va al di là degli individui che la compongono (e che, quando la coppia è “sana”, però non li annulla!).

Anche una coppia ha una propria identità unica e differente da tutte le altre.  Proprio perché è il mix di due unicità che si sono incontrate e in parte integrate. Un’identità che poggia su convinzioni, valori, regole, azioni e che è nata da un progetto, un intento comune.

Tuttavia, è assai frequente che a certi livelli più o meno profondi, nascano degli attriti.

Questo può capitare anche perché non conosciamo sino in fondo chi siamo, perché agiamo e reagiamo in un certo modo, che cosa ci è utile e cosa ci ostacola.

Capirlo può essere di arricchimento alla coppia e aiutarci a gestire meglio i silenzi negativi. Nostri e del nostro partner.

Non è una verità assoluta. Ma è una promettente possibilità

E non possiamo che partire da noi, perché chi ci sta accanto non è (per fortuna!) sotto il nostro controllo.

Quando capiamo noi stess* abbiamo infatti più strumenti per aiutarci a riconoscere la nostra e altrui unicità, a capire a quale livello si generano i conflitti (Convinzioni? Valori? Regole? Comportamenti?), a comprendere più facilmente i punti vista del partner e a comunicare più efficacemente con lui o lei.

Senza rinunciare a noi stess*. Semplicemente ampliando le nostre prospettive.

Questo in genere abbassa il grado di possibile conflittualità e quindi le occasioni in cui il silenzio viene utilizzato come un’arma negativa. Inoltre, ci aiuta a trovare le piccole strategie possibili per rompere il silenzio e ricreare armonia.

Alcune piccole strategie per superare i silenzi negativi

Ci sono tanti modi possibili per provare a recuperare un dialogo con il partner quando sentiamo che stiamo vivendo un silenzio che ci mette a disagio. Ricordiamoci, prima di provare, che dobbiamo sentirci nelle giuste condizioni emotive.

Non esiste un’opzione vincente e l’elenco che condivido qui è solo uno spicchio di un ventaglio molto più ampio di possibilità. Ogni modo, inoltre, può essere efficace in una situazione ma non in un’altra. Ci sono tanti modi possibili che possiamo trovare sulla base della nostra sensibilità, creatività e della conoscenza di noi e del partner. Ecco alcuni esempi che possono essere utili, a partire da piccole indicazioni che aumenteranno le nostre probabilità di successo:

  • domandiamoci cosa possiamo fare noi per rompere il silenzio, senza delegare il compito al partner. A prescindere da torti o ragioni. L’obiettivo è ricreare armonia e questo può essere più importante delle nostre ragioni. Può essere anche un piccolo gesto, una parola gentile, un sorriso.
  • manteniamo la calma. Se riusciamo mantenere un atteggiamento neutrale, evitando di vagare in balia delle emozioni, qualsiasi iniziativa successiva sarà più efficace o, almeno, non peggiorerà la situazione. Possiamo usare semplicemente la respirazione per farlo. Una serie di respiri profondi in genere ci tranquillizzano.
  • troviamo il momento giusto. Non incalziamo, diamo un po’ di tempo. Aspettiamo quel tanto che serve perché il partner sia (almeno un po’) più ricettiv*.
  • domandiamo. Spesso non osiamo farlo per paura della risposta. Per paura di disturbare. O perché pensiamo che muovere il primo passo non sia giusto, perché siamo noi ad aver subito un torto. Se così fosse, domandiamoci “qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere se io ponessi una domanda? Se facessi io il primo passo, sarebbe veramente intollerabile?”. Se si tratta di un silenzio che nasce da un litigio, ricordiamoci anche che è utile usare domande neutrali che non toccano direttamente l’argomento. Domande che aprono spiragli sempre più grandi e che poi ci consentiranno di riaffrontare l’argomento spinoso quando avrà perso la sua carica emotiva negativa.
  • proponiamo di fare qualcosa che piace al partner (e anche a noi). Può essere una passeggiata, un cinema, un aperitivo, portare fuori il cane insieme.
  • chiediamo al partner di aiutarci a capire. In una relazione di coppia solida, questa chiave spesso funziona a fronte dei silenzi che non comprendiamo.
  • scusiamoci per i nostri sbagli, quando sentiamo di averli commessi. È un segnale di maturità, consapevolezza e rispetto. Non di debolezza.
  • troviamo un modo per farlo o farla ridere. Non è facile, ma se lo troviamo, di sicuro il ritorno al benessere sarà molto più veloce.
  • ricordiamoci di alimentare la coppia e di dedicarle del tempo. La coppia, come noi, è un organismo vivente e in cambiamento. È bene non dare le cose per scontate ed è bene ritagliare dei tempi dedicati, trovare attività da condividere, introdurre ogni tanto qualcosa di nuovo. Così si evita quel silenzio che può nascere dalla routine e che dà la sensazione che la coppia di aver esaurito gli argomenti.
  • giriamo pagina e dedichiamoci ad altro. Ci possono essere occasioni in cui, per vari motivi, la tecnica migliore è aspettare semplicemente che passi e impiegare il proprio tempo a fare qualcosa di piacevole.

I silenzi in una coppia ci sono ed è normale che ci siano

Per questo, la prima cosa importante da farsi è capire il senso del silenzio quando compare.
Se è un silenzio che parla di benessere, godiamocelo. Se risponde a un bisogno di tranquillità prendiamoci o concediamo tempo. Se invece riflette o sospettiamo che indichi un malessere, affrontiamolo.

Spesso il silenzio che crea disagio tra i membri della coppia nasconde una forma di conflitto. Per questo è davvero utile equipaggiarsi di un’ottima consapevolezza di noi stess*. Questa va anche a vantaggio del partner, perché ci offre nuovi punti di vista e quindi ci facilita nel trovare soluzioni per riaprire la comunicazione. Risultato importante, questo, perché obiettivo della coppia è vivere bene insieme ed essere felici.

Silvia Pizzetti

Una coach viaggiatrice ed esploratrice, di mondi, Paesi e persone. Sempre alla ricerca dello scambio e della crescita personale.

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