Il tempo è una risorsa finita, con l’energia personale è tutta un’altra storia
Callout piè di pagina: contenuto

Il tempo è una risorsa finita, con l’energia personale è tutta un’altra storia

Come neutralizzare la mancanza di tempo rinnovando e curando le nostre risorse interne


Del 11 Dicembre 2020

Categoria Benessere personale

Tag

Scritto da Emanuela Scarpone

Chi è Emanuela Altri articoli di Emanuela

Passare dal time management all’Energy management è un passo molto utile verso il ben-essere

Intro

Quante volte abbiamo sentito persone attorno a noi raccontare che lavorano senza sosta per molte ore al giorno, sentendosi sempre esausti, privi di energia personale e partecipando con difficoltà alla vita di famiglia quando tornano a casa?

Oppure non hanno tempo di fare movimento e si ritrovano spesso a mangiare di fretta mentre si continua a lavorare.

Sono esperienze molto diffuse e magari le abbiamo vissute o le stiamo vivendo anche noi proprio adesso.
Queste condizioni comportano alti costi da pagare:

  • sul piano fisico siamo stanchi, senza energia;
  • sul piano mentale non riusciamo a concentrarci e siamo meno efficaci;
  • sul piano emozionale: non siamo coinvolti in quello che facciamo.

A volte ci sentiamo spinti verso obiettivi non sempre allineati a ciò che siamo e anche questo ci porta a sentirci scissi e separati da noi stessi, dagli altri, dal lavoro.

Ma ho una buona notizia!
Se il tempo è una risorsa che si esaurisce, con l’energia personale è tutta un’altra storia, perché l’energia di ciascuno può rinnovarsi grazie a rituali specifici, a buone abitudini, a comportamenti intenzionalmente praticati, allenati, programmati e scelti.

Parleremo qui delle quattro sorgenti naturali di cui è dotato ogni essere umano:

  1. energia fisica: il corpo,
  2. energia emozionale: la qualità dell’energia,
  3. energia mentale: la focalizzazione dell’energia,
  4. energia spirituale: il proposito che guida l’energia.

Il nostro modo di lavorare a volte non funziona e abbiamo infatti bisogno di riconoscere quali sono i comportamenti che riducono l’energia, per prenderci la responsabilità di cambiarli, per introdurre quelli che invece possono alimentarla.

L’energia fisica del corpo: prima risorsa da considerare

Ci sono alcuni comportamenti, piuttosto noti, che ci aiutano a fare il pieno di energia fisica. Si tratta del buon sonno notturno, di una abbondante e salutare prima colazione, di un allenamento attivo almeno 3 volte a settimana e legato alla forza fisica almeno una volta, e poi, last but not least, le importantissime pause.

Ogni 90/120 minuti il corpo passa da uno stato di alta energia a una fisiologica depressione. Al termine del ciclo infatti, il corpo comincia a desiderare un momento di recupero. Lo mostra attraverso dei segnali di irrequietezza, sbadigli, fame, difficoltà di concentrazione.
Molti di noi, però, ignorano questi segnali e continuano a lavorare (spesso lo facciamo anche quando siamo a casa in home working o quando passiamo da una riunione all’altra senza fermarci).

La conseguenza è che la nostra riserva di energia si consuma via via sempre più; dobbiamo imparare a gestire la quantità di energia che abbiamo a disposizione.

Pause intermittenti sono essenziali a questo scopo e si traducono in una performance più sostenibile per la nostra salute e più efficace.

Non solo quando siamo in ufficio, ma anche quando lavoriamo da casa, a volte pensiamo sia contro-intuitivo fare pause se stiamo perseguendo un obiettivo di lavoro, ma il valore delle pause è invece davvero grande.

Inoltre se non rinnoviamo la nostra energia perdiamo ciò che conta davvero: creatività, capacità di innovare, ma anche compassione, attenzione per gli altri e capacità di pensare e riflettere.

Come facciamo ad avere cura degli altri se non abbiamo la nostra riserva di energia?

Quello che suggerisco ai miei clienti durante le sessioni di coaching, è di costruire un rituale di piccole pause che permettano di ricaricarci velocemente e di accedere alla nostra capacità creativa. Alcuni esempi pratici?

  • Alzarsi e parlare di qualcosa che non abbia attinenza con il lavoro,
  • ascoltare musica,
  • camminare su e giù dalle scale dell’ufficio,
  • fare una corsetta energica sul posto ascoltando la musica che ci piace,
  • andare alla finestra e guardare il cielo,
  • fare un veloce body scan.

La qualità dell’energia personale: le emozioni

Quando le persone sono in grado di gestire le emozioni che provano, possono migliorare la loro qualità di energia personale a prescindere dagli ostacoli che stanno affrontando.

Per farlo devono prima diventare consapevoli di come si sentono nei vari momenti della giornata e dell’impatto che queste emozioni hanno sulla loro efficacia.

Molti si accorgono che riescono a lavorare meglio e più efficacemente quando sperimentano un’energia positiva e, al contrario, non riescono a lavorare focalizzati e bene quando provano emozioni spiacevoli.

Sfortunatamente senza pause non siamo fisiologicamente capaci di mantenere emozioni piacevoli per molto tempo.

Di fronte a richieste continue, a cambiamenti sfidanti, a impegni che si accavallano, le persone tendono a scivolare verso emozioni spiacevoli, generando ormoni come cortisolo ed adrenalina molte volte al giorno. Diventano irritabili e impazienti, o ansiose e insicure. Questo stato della mente drena energia e causa frizioni nelle relazioni. Inoltre quando proviamo le emozioni che generano reazioni automatiche come attacco, blocco o fuga rendono impossibile pensare chiaramente, logicamente e in modo riflessivo.

Quando i miei clienti riconoscono quale tipo di eventi scatena loro emozioni spiacevoli, guadagnano una maggiore capacità di scegliere le azioni da mettere in atto in modo più intenzionale.

Un rituale potente che genera emozioni piacevoli è per esempio esprimere apprezzamento agli altri, una pratica che genera benefici sia per chi dà, sia per chi riceve. Può essere una piccola nota scritta, una e-mail, una telefonata, o una conversazione – e più specifico e dettagliato è l’apprezzamento, più grande è l’effetto positivo che riesce ad innescare.

Un altro rituale è dedicare del tempo prestabilito, durante la settimana, per dedicarci a ciò che ci appassiona e che ci piace molto, perché anche da questo deriva una grande carica di energia e di forza.

Programmare i rituali

Come per tutti i rituali, serve riservare loro del tempo dedicato per aumentare i benefici che apportano. Quindi programmateli, non improvvisateli.

Si possono coltivare emozioni piacevoli anche imparando a cambiare le storie che ci raccontiamo a proposito di ciò che ci capita nella vita. Diventare consapevoli della differenza tra i fatti di una data situazione e il modo con cui interpretiamo questi fatti può dare già buoni frutti.

Imparare poi a raccontarci storie piene di speranza e di possibilità in ogni circostanza senza minimizzare e negare i fatti è una fonte di energia emotiva efficace.

Possiamo guardare il mondo da diverse prospettive:

  • Mettendoci al posto degli altri e chiedendoci: l’altra persona in questa situazione conflittuale, che cosa sta provando?
  • Guardando oltre il momento: come vedrò questa situazione fra 6 mesi?
  • Osservando ciò che ci circonda: a prescindere dal risultato di adesso come posso crescere e imparare da questo evento?

“Armonia e bellezza sono il filo conduttore della mia attività: cerco di farle fiorire, nutrirle, valorizzarle, perché siamo fatti per essere felici e dare frutti per noi e per il mondo.”

Emanuela Scarpone

L’energia della mente

Non sempre il multitasking è un fattore positivo. Spesso infatti riduce la produttività.
Fermarsi per rispondere a una chiamata, rispondere a una mail o a WhatsApp, per esempio, aumenta il tempo necessario per terminare un compito a cui ci si sta dedicando del 25%, perché favorisce la distrazione e necessita energia per focalizzarsi nuovamente su quello che si sta facendo.

Vi è mai capitato di fare un’attività che vi coinvolge completamente, presi dal flusso dell’azione senza neppure rendervi conto del tempo che passa? Questo accade quando non si è continuamente interrotti e si può accedere liberamente al proprio pensiero creativo e strategico, invece che rispondere a imprevisti del momento o a richieste immediate.

Perciò, come dicevamo, è meglio essere focalizzati su un compito per 90/120 minuti, fare una bella pausa e poi focalizzarsi su una nuova attività.

Lo stesso vale considerando la settimana intera: è bene programmarsi e rispettare pause più lunghe almeno una volta alla settimana per dedicarsi a rigenerarsi staccandosi anche dalla tecnologia.

Un altro modo per mobilitare l’energia personale è focalizzarsi sistematicamente in attività decise in anticipo, per esempio identificando ogni sera qual è la sfida più importante del giorno dopo e occuparsene come prima priorità appena si arriva in ufficio.

Lo spirito: energia personale che viene dal senso di scopo

Le persone sentono l’energia dello spirito quando il lavoro di ogni giorno e le attività sono coerenti e in linea con ciò a cui danno più valore e a cui attribuiscono un senso di significato e di scopo.

Se il lavoro che fanno conta per loro, sentono più energia positiva, si focalizzano meglio e dimostrano maggiore perseveranza e determinazione.

Purtroppo le richieste sovrabbondanti e la velocità con cui si svolge la vita in tante organizzazioni non lascia molto tempo per prestare attenzione a questi aspetti e molte persone non riconoscono il senso e il proposito come risorsa di energia.

Quando si comincia a dedicare tempo ai rituali nelle altre aree, ci si si accorge di quanto i bisogni più profondi influenzino moltissimo l’efficacia e la soddisfazione del lavoro.

A questo punto diventa più facile anche farsi domande “di coaching” del tipo: per che cosa vuoi essere ricordato? Cosa vuoi lasciare dopo di te nel mondo? Sono domande che attivano l’energia dello spirito.

La conseguenza è scegliere di dedicare tempo ed energia alle diverse aree della vita in modo più consapevole: lavoro, famiglia, salute, servizio agli altri così da vivere i propri valori chiave nei comportamenti quotidiani della vita.

Sapere che abbiamo la possibilità di agire concretamente per rigenerare le nostre energie ci consente di scegliere quali azioni mettere in campo e da quali ci è più facile partire.

Se ti va di sperimentare come aumentare la tua energia personale, posso dartene un assaggio già in una prima chiacchierata di coaching.

È gratuita e non devi far altro che richiederla qui.

Emanuela Scarpone

La bellezza è il suo filo conduttore: cercare di farla fiorire, nutrirla, incanalarla e valorizzarla, perché siamo fatti per essere felici e dare frutti gioiosi.

Chi è Emanuela Altri articoli di Emanuela

STAY TUNED!

 LA NEWSLETTER È SEMPRE UN BUON PUNTO DI PARTENZA!

Non siamo invadenti: ci piace condividere idee, consigli e riflessioni.
E farti sapere quando ci sono cose nuove da sbirciare qui da noi!

ALTRI ARTICOLI SIMILI

Contenuti per te

Delusione tutta la verità, nient’altro che la (mia) verità

La delusione è la differenza tra quello che desideriamo e quello che accade realmente. Cosa fare per evitarla o superarla?
LEGGI TUTTO
Pulsante torna in alto
[]
×

Send this to a friend